Agenzia Hawzah News – In seguito alla visita ufficiale del primo ministro indiano Narendra Modi in Israele e al suo incontro con il premier Benjamin Netanyahu, l’Hojjatoleslam Seyyed Abed Hossein al-Hosseini, direttore del Centro di Studi Coranici del Kashmir, ha indirizzato una lettera agli imam del venerdì e delle congregazioni invitandoli a dedicare ampio spazio, nei sermoni, alla crisi umanitaria in Gaza, al sostegno al popolo palestinese e al chiarimento del giudizio religioso riguardo all’aiuto all’ingiustizia.
La lettera si colloca nel contesto delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza, che hanno provocato un numero estremamente elevato di vittime e feriti e la distruzione di infrastrutture civili essenziali, tra cui ospedali e servizi vitali. La gravità della crisi umanitaria ha suscitato una vasta reazione nell’opinione pubblica del mondo islamico e in ampi settori della comunità internazionale. Parallelamente, procedimenti legali contro responsabili israeliani sono stati avviati presso la Corte Internazionale di Giustizia, mentre diversi Paesi hanno assunto posizioni prudenti rispetto ai rapporti politici con Israele.
Nel documento si sottolinea che, durante il suo intervento pubblico in Israele, Modi ha ribadito il sostegno del suo Paese allo Stato israeliano senza fare riferimento alla situazione della popolazione di Gaza. Questo orientamento viene messo a confronto con la tradizionale posizione diplomatica dell’India, storicamente favorevole al riconoscimento dei diritti del popolo palestinese. A questo proposito vengono ricordate le linee politiche di leader come Jawaharlal Nehru e Atal Bihari Vajpayee, che avevano costantemente sostenuto soluzioni giuste nel quadro del diritto internazionale.
Il nucleo della lettera è dedicato al ruolo delle guide religiose. L’Hojjatoleslam al-Hosseini afferma che i sermoni del venerdì rappresentano uno strumento centrale di orientamento religioso e sociale e invita gli imam a svolgere un’opera di divulgazione fondata sugli insegnamenti del Corano e della tradizione profetica. In particolare, viene richiesto di chiarire la responsabilità morale dei musulmani nei confronti degli oppressi, il valore della giustizia come principio religioso fondamentale e il divieto di sostenere l’ingiustizia o di rimanere in silenzio di fronte ad essa.
La lettera richiama inoltre la storica solidarietà della popolazione del Kashmir verso la causa palestinese, sottolineando come il sostegno popolare si sia manifestato nel tempo attraverso iniziative pubbliche e prese di posizione sociali. Questo elemento è indicato come espressione di una coscienza religiosa e politica che le guide religiose sono chiamate a rafforzare mediante un linguaggio ponderato, argomentato e consapevole.
Nella sezione conclusiva vengono indicati alcuni temi prioritari per i sermoni: l’analisi delle conseguenze umanitarie della guerra a Gaza, l’evoluzione recente della politica estera indiana, il significato politico della visita di Modi in Israele e il chiarimento giuridico-religioso sul sostegno all’ingiustizia. Il testo si chiude con un richiamo alla responsabilità morale degli imam nel promuovere consapevolezza religiosa, solidarietà umana e impegno spirituale per la realizzazione di una pace giusta.
A cura di Mostafa Milani Amin

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